mercoledì 21 gennaio 2026

MONTE-CARLO 2026: QUANDO IL RITORNO DI LANCIA È MOLTO PIÙ DI UNA GARA

C’è un momento, nel motorsport, in cui il presente rallenta e il passato torna a bussare con forza. Non per nostalgia sterile, ma per ricordare chi sei stato e, soprattutto, chi vuoi tornare a essere. 

Il Rally di Monte-Carlo 2026 segna uno di quei momenti: il ritorno ufficiale di Lancia nel Mondiale Rally. E non poteva che avvenire così, sotto le luci del porto di Monaco, tra ghiaccio, asfalto traditore e il peso di una storia che non concede sconti.

Il nome è nuovo, Ypsilon Rally2 HF Integrale, ma il suono è quello giusto. HF Integrale non è una sigla qualsiasi: è un manifesto, un’eredità pesante come undici titoli mondiali Costruttori, l’ultimo dei quali conquistato nel 1992 con la Delta. Lancia riparte dal WRC2, la palestra dei grandi ritorni, con un progetto moderno, industriale, eppure profondamente identitario. Non è un’operazione revival, ma un rientro ragionato, figlio della strategia Stellantis e di una visione chiara: tornare credibili prima ancora che vincenti.

Il Monte-Carlo è il banco di prova più crudele possibile. Qui non vince solo la macchina più veloce, ma quella più intelligente. La Ypsilon Rally2 HF Integrale nasce esattamente con questo spirito: leggera, bilanciata, con un baricentro abbassato e un’aerodinamica pensata per generare carico dove l’aderenza è un concetto relativo. Il motore, supportato da un sistema anti-lag evoluto, e la trasmissione ottimizzata per i fondi a grip variabile sono armi pensate per sopravvivere, prima ancora che attaccare, tra neve, ghiaccio e asfalto sporco.

A guidarla ci sono due specialisti: Yohan Rossel e Nikolay Gryazin. Niente scommesse azzardate, solo esperienza mirata. È un debutto di fuoco, ma anche un messaggio chiaro al paddock: Lancia è tornata per restare. E il fatto che 60 esemplari della Rally2 siano già stati venduti prima ancora del debutto dice molto più di qualsiasi slogan.

Attorno a questo ritorno si muove tutto il resto del Mondiale, che a Monte-Carlo inaugura una stagione 2026 ricca di incognite. Toyota resta il riferimento nella categoria Rally1, con un parco piloti impressionante e l’onere di difendere il titolo. Hyundai cerca finalmente continuità dopo anni di promesse non mantenute fino in fondo, mentre M-Sport continua a puntare sui giovani, fedele alla propria filosofia.

Ma Monte-Carlo, si sa, non fa sconti a nessuno. Le 17 prove speciali per oltre 339 chilometri cronometrati sono una roulette tecnica e mentale. La scelta delle gomme può decidere un rally nel giro di pochi chilometri, e il Col de Turini – Power Stage finale – resta un giudice implacabile, capace di ribaltare classifiche e destini.

In questo scenario, il ritorno della Super Speciale nel Principato, su un tratto del circuito di Formula 1, è più di un’operazione spettacolo: è la cornice perfetta per una passerella che sa di rinascita. Le livree nuove, i fari che tagliano la notte, il pubblico assiepato sul porto. E, tra tutte, una vettura che catalizza gli sguardi più delle altre.

Perché quando torna Lancia, nel rally più iconico di tutti, non è mai solo una gara. È un confronto diretto con la propria leggenda. E il Monte-Carlo 2026, comunque vada, segna l’inizio di una storia che il rally aspettava da troppo tempo.

Foto: fonte web