Il 61° Trofeo Luigi Fagioli va a Simone Faggioli per la quindicesima volta. Di Fulvio e Torsellini completano il podio. Spettacolo e duelli sul filo dei centesimi in tutti i gruppi.
Il 61° Trofeo Luigi Fagioli, prima finale del Campionato Italiano Supersalita, ha celebrato ancora una volta il suo dominatore. Sul gradino più alto del podio di Gubbio è salito Simone Faggioli, davanti all’abruzzese Stefano Di Fulvio e al senese Mirko Torsellini. Un podio di grande prestigio, maturato al termine di una sfida che ha regalato spettacolo lungo i 4.150 metri della salita verso Madonna della Cima.
In gara 1 ha fermato il cronometro sull’1’35”95, migliorandosi ulteriormente nella seconda manche con 1’35”37. Il tempo aggregato di 3’11”32 gli ha consegnato un successo netto e, soprattutto, l’ennesima pagina di storia nella cronoscalata eugubina.
Alle sue spalle, invece, la battaglia è stata decisamente più serrata. Stefano Di Fulvio ha conquistato il secondo posto per una manciata di centesimi, riuscendo a precedere Mirko Torsellini al termine di due salite combattute fino all’ultimo metro. Un confronto da applausi, con i due separati da un margine minimo e capaci di tenere vivo l’interesse per il podio fino alla bandiera a scacchi.
La lotta per le posizioni di vertice ha coinvolto anche i due siciliani Samuele Cassibba e Francesco Conticelli, rispettivamente quarto e quinto assoluto, entrambi protagonisti con le Nova Proto NP01.
I due hanno mostrato una progressione importante, confermandosi ormai stabilmente tra i grandi protagonisti della Supersalita. Sesto posto per Franco Caruso, ancora una volta al volante di una Nova Proto, mentre alle sue spalle si è sviluppato il duello delle Osella PA30: Luigi Fazzino ha chiuso settimo, precedendo Achille Lombardi.
La nona posizione assoluta ha premiato Giancarlo Maroni Jr., primo di classe 2000 con la Nova Proto turbo, mentre il francese Sébastien Petit ha completato la top ten con la Nova Proto motorizzata Zytek. Dieci nomi, dieci storie diverse, ma un denominatore comune: un livello tecnico e agonistico sempre più elevato.
Subito fuori dalla top ten, però, è arrivata una delle notizie più significative dell'intero weekend. Andrea Di Caro ha chiuso undicesimo assoluto, conquistando per la terza volta consecutiva il titolo italiano nel gruppo Motori Moto classe 1600.
Un risultato straordinario, perché il pilota di Caltanissetta ha centrato anche l’ennesima vittoria consecutiva, confermandosi imbattuto al volante della NP03. Il terzo tricolore di fila è la certificazione di una superiorità costruita gara dopo gara e diventata ormai una costante della categoria.
Alle sue spalle ha brillato Filippo Ferretti, primo pilota umbro al traguardo del Trofeo Fagioli 2026. Al volante della Wolf GB08 Thunder, l’orvietano ha conquistato anche il Trofeo Mauro Rampini e il secondo posto nel gruppo Motori Moto. Terza posizione per il toscano Michele Gregori con la NP03. Non ha invece preso il via Michele Puglisi: il giovane etneo, grande protagonista nelle prove, è stato fermato da un problema al propulsore della sua NP03 dopo la prima ricognizione di sabato.
Nel gruppo CN il confronto era annunciato e ha mantenuto le promesse. Il leader ciociaro Alberto Scarafone e il bolognese Marco Capucci si sono affrontati senza risparmiarsi. Capucci ha avuto la meglio in gara 1 per appena otto centesimi e si è ripetuto nella seconda salita. Per Scarafone, però, il finale è stato amaro: un’uscita di strada lo ha costretto al ritiro in gara 2. Un episodio che non ha comunque cancellato quanto costruito nel campionato, permettendo al pilota ciociaro di confermarsi campione italiano di categoria.
Ancora tutto da decidere, invece, nel gruppo E2SH. Manuel Dondi ha sfruttato al meglio il weekend di Gubbio conquistando la vittoria con la Fiat X1/9 Alfa Romeo e riducendo le distanze dal leader tricolore Marco Gramenzi. Il teramano ha chiuso secondo con la spettacolare Alfa 4C silhouette spinta dal motore Judd, mentre sul terzo gradino è salito il rientrante maceratese Abramo Antonicelli con la Bmw M3. Il campionato, dunque, resta apertissimo e il prossimo appuntamento promette un autentico testa a testa.
Nel gruppo GT ha invece dettato legge il campione in carica Lucio Peruggini, nuovamente campione della GT SuperCup Divisione I. La Ferrari 296 Challenge del pilota ha dominato la scena, mentre l’atteso duello con Marco Iacoangeli è stato condizionato da un testacoda in gara 1. Il pilota romano, al volante della Bmw Z4, ha dovuto così lasciare spazio anche nella classe GT3, conquistata dal bresciano Ilario Bondioni con la Lamborghini Huracan GT3.
Bondioni ha chiuso terzo nell’aggregata assoluta del gruppo, alle spalle di Peruggini e di un efficace Giuseppe D’Angelo, secondo con la Ferrari 488 Challenge Evo. Per Iacoangeli è arrivata comunque la soddisfazione del titolo italiano GT3. Weekend più complicato, invece, per Michele Fattorini: l’orvietano è stato costretto al ritiro in gara 1, ma ha reagito con un’ottima top five in gara 2, mostrando indicazioni interessanti nel suo esordio al volante della Ferrari 296 Challenge.
Tra le Turismo TCR la sorpresa è stata Emidio Luzi. Il marchigiano ha portato la Seat Leon Cupra davanti a tutti, approfittando anche del problema che ha fermato Gianluca De Masi. Il pilota della Hyundai i30, velocissimo nelle prove di sabato e secondo in gara 1, è stato costretto allo stop, lasciando strada a Selina Prantl. La giovane altoatesina, al volante della Volkswagen Golf, ha conquistato il secondo posto di gruppo e anche la vittoria di classe DSG. Terzo Antonio Scorza con la Seat Leon Cupra.
In E1 è arrivata una domenica di conferme. Giuseppe Aragona ha trasformato la leadership tricolore in un’altra vittoria, imponendosi con la sua estrema Golf 7 motorizzata Audi. Il successo consente al cosentino di Villapiana di allungare ulteriormente in campionato. Alle sue spalle Alessandro Tortora ha conquistato un brillante secondo posto e la vittoria di classe 3000 con la Peugeot 106 turbo, precedendo la versione aspirata di Valerio Magliano, migliore tra le 1600.
Se in E1 il copione è stato quello della conferma, nei gruppi Racing Start lo spettacolo è stato decisamente più incerto.
In RS Cup Salvatore Tortora, fratello di Alessandro, ha compiuto un altro passo importante verso il titolo. Dopo essere stato battuto in gara 1 da Francesco Savoia per appena 33 centesimi, il pugliese ha reagito nella seconda salita, ribaltando la situazione e precedendo sul traguardo proprio il rivale diretto. Terza posizione per l’eugubino Kristian Fiorucci, anche lui al volante di una Peugeot 308. Un confronto che sintetizza alla perfezione il livello di equilibrio della categoria.
In RS Plus Giovanni Angelini ha invece chiuso definitivamente i conti. Il perentorio successo del pilota gli ha consegnato il titolo 2026, approfittando anche della giornata difficile del diretto rivale Giovanni Tagliente, al volante della Seat Leon. Sul podio di gruppo sono saliti Andrea Currenti e Fabio Titi, entrambi protagonisti con le Peugeot 106 aspirate.
E poi c’è stata la sfida che più di ogni altra ha fatto sorridere il pubblico: quella della RS Turbo. Il derby cosentino tra Salvatore Mondino e Antonio Aquila è finito con un autentico pareggio. I due piloti, entrambi su Seat Leon ST, hanno conquistato una vittoria a testa e, al termine delle due manche, hanno chiuso con lo stesso identico tempo aggregato: 4’17”31. Un equilibrio assoluto, quasi impossibile da immaginare in una gara di velocità in salita. A completare il podio di gruppo è stato Cosimo Laghezza con la Peugeot 308, risultato che gli ha permesso di conquistare la coppa di classe 1600.
Infine, tra le RS aspirate, il successo è andato al salernitano Francesco Paolo Cicalese con la Honda Civic. A contendergli la vittoria fino in fondo è stato l’umbro di Todi Lodovico Manni, secondo con la Renault Clio. Terzo l’eugubino Riccardo Pascolini con la Citroen Saxo, mentre il quarto posto è bastato a Paolo Scarpelli per mettere le mani sul suo primo titolo italiano. Il pilota cosentino di Castrovillari, leader tricolore, ha amministrato il vantaggio e ha potuto festeggiare lo scudetto al volante della Peugeot 106.
Gubbio consegna dunque una fotografia precisa della Supersalita italiana: Faggioli continua a scrivere la storia, ma dietro al fuoriclasse toscano la lotta è sempre più serrata. Podi decisi sul filo dei centesimi, titoli conquistati e altri ancora in bilico, duelli tra giovani promesse e campioni affermati. Il Trofeo Luigi Fagioli non è stato soltanto una finale: è stata la dimostrazione di quanto sia viva, combattuta e spettacolare la velocità in salita italiana.

















