Translate

Visualizzazione post con etichetta CAMPIONATO ITALIANO VELOCITÀ MONTAGNA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CAMPIONATO ITALIANO VELOCITÀ MONTAGNA. Mostra tutti i post

domenica 10 maggio 2026

L’ETNA INCORONA FAZZINO

La vittoria del giovane siracusano alla Catania Etna è il manifesto di una nuova generazione capace di unire velocità, intelligenza e identità siciliana.

C’è qualcosa di profondamente simbolico nel vedere un giovane siciliano conquistare la Catania-Etna con la naturalezza dei predestinati. 
La 49ª edizione della cronoscalata organizzata dall’Automobile Club Catania non è stata soltanto una gara spettacolare lungo i 7,5 chilometri della SP 92: è stata la fotografia nitida di un movimento che, sulle strade dell’Etna, continua a rigenerarsi senza perdere la propria identità.

A firmare l’albo d’oro è stato Luigi Fazzino, ragazzo di Melilli che ormai non può più essere considerato una promessa. Con la sua Osella PA 30 ha dominato con lucidità e maturità, fermando il cronometro su un complessivo 6’05”30. 
Numeri importanti, ma ancora più impressionante è stata la sensazione di controllo trasmessa dal giovane siracusano: aggressivo quanto basta, veloce senza mai apparire oltre il limite. È il segnale più incoraggiante per chi guarda al futuro delle cronoscalate italiane.

L’Etna, del resto, non perdona improvvisazione. 
Qui servono coraggio, sensibilità e rispetto per un tracciato che cambia ritmo e aderenza curva dopo curva. Fazzino ha dimostrato di possedere tutto questo. E soprattutto ha mostrato una qualità rara nei giovani talenti: la capacità di leggere la gara. “Guidare con grinta ma senza rischi” non è una frase fatta; è la sintesi perfetta di una vittoria costruita con intelligenza.

Alle sue spalle è arrivata la risposta di una Sicilia motoristica vivissima. Michele Puglisi e Antonino Salamone, entrambi sulle performanti Nova Proto NP03 motorizzate Aprilia, hanno completato un podio che racconta molto più di una semplice classifica. Racconta il ricambio generazionale di una disciplina che, lontano dai riflettori del grande motorsport internazionale, continua a produrre talento autentico.

Puglisi ha corso con il trasporto emotivo di chi quella gara la vive da sempre, prima da spettatore e poi da protagonista. Salamone, invece, è stato la sorpresa più fresca del weekend: un debutto esaltante, fatto di velocità e naturale adattamento a una vettura tanto rapida quanto tecnica. Dietro di loro anche Emanuele Schillace, rientrato alle salite dopo il titolo italiano Slalom, ha confermato che il vivaio del Sud continua a rappresentare una risorsa enorme per l’automobilismo nazionale.

La Catania Etna 2026, però, lascia anche il retrogusto amaro delle occasioni mancate. Il forfait di Francesco Conticelli, costretto allo stop dal riacutizzarsi del problema al ginocchio, ha privato la gara di uno dei protagonisti più attesi. Così come pesa l’assenza di Samuele Cassibba, fermato da problemi tecnici prima ancora delle prove. Due assenze che hanno inevitabilmente modificato gli equilibri, ma che non tolgono nulla al valore della vittoria di Fazzino.

E poi ci sono le storiche, patrimonio culturale prima ancora che sportivo. Il successo di Gaetano Palumbo nel Quarto Raggruppamento e quello di Giovanni Cassibba tra le storiche ricordano quanto la passione per la salita siciliana sappia attraversare epoche e generazioni. Tra Fiat X1/9, Alfetta, Fulvia e prototipi Osella, la Catania Etna continua a essere un museo dinamico della velocità.

In un motorsport sempre più industriale e distante dal territorio, gare come questa conservano un’anima autentica. Qui il pubblico sente il rumore dei motori rimbalzare sulla pietra lavica, conosce i piloti per nome e trasforma una cronoscalata in una festa popolare. È questa la forza delle salite italiane: saper unire competizione, identità e passione.

Foto: fonte web 



domenica 12 aprile 2026

FAZZINO FIRMA IL CAPOLAVORO ALLA SALITA DEL COSTO

Successo in volata per il siciliano nella 33ª edizione, tra sfide serrate nelle moderne e fascino senza tempo delle storiche, con Simone Faggioli a impreziosire il weekend.


C’è qualcosa di magnetico quando Simone Faggioli si presenta su un percorso di salita. Anche senza essere in gara, il pluricampione toscano riesce a catalizzare l’attenzione, trasformando dei semplici passaggi di test in un anticipo di spettacolo puro. Così è stato anche lungo i 9,910 chilometri del Costo, dove Faggioli ha lavorato sulla Nova Proto in vista della prossima Pikes Peak International Hill Climb, offrendo al pubblico un prologo di altissimo livello tecnico e agonistico.

Ma, archiviata la parentesi del campione, è stata la gara a prendersi tutta la scena. E che gara!

La 33ª edizione della Salita del Costo si è risolta soltanto negli ultimi metri, al termine di un confronto serratissimo tra i protagonisti delle vetture moderne. A emergere è stato Luigi Fazzino, autore di una prestazione maiuscola al volante dell’Osella PA 30 Evo, chiusa in 4’06”10: quasi tre secondi meglio rispetto al suo riferimento dello scorso anno. Un segnale chiaro, netto, da uomo in pieno controllo.

Alle sue spalle, altrettanto convincente, Achille Lombardi, il più rapido in prova, che ha confermato la competitività dell’Osella PA30 fermandosi a soli 1”40. Il podio si è completato solo con l’ultimo respiro della gara, grazie a Franco Caruso su Nova Proto NP01, staccato di poco più di due secondi, a dimostrazione di un equilibrio tecnico sempre più marcato tra i top driver.

Appena fuori dal podio, Federico Liber ha ribadito la competitività della Nova Proto, precedendo la Norma M20 FC di Diego Degasperi. Più indietro, ma comunque protagonisti, Giuseppe Giacomo Vacca, Markus Shuster e Matteo Moratelli hanno animato una top ten densa di contenuti, chiusa dalla varietà tecnica tra formula e sport prototipi con Luca Giammattei e il locale Andrea Parisi.

Non meno interessante la lotta nelle categorie, dove spicca l’exploit di Francesco Turatello all’esordio con la Ferrari 488 Challenge Evo, capace di mettere pressione ai più esperti e di precedere, seppur di pochi decimi, Romy Dall’Antonia. Un segnale di quanto anche le Gran Turismo possano inserirsi con forza in un contesto dominato dai prototipi.

Tra i gruppi, dominio netto di Roman Guerschler in E2SH con una Fiat 500 tanto iconica quanto efficace, mentre in CN si è imposto Alberto Scarafone su Osella PA21/P. Giammattei ha brillato in TMSC-SS, Parisi tra le 2000 e Damiano Schena ha firmato una delle prestazioni più significative della giornata nella combattutissima classe 1150, chiudendo undicesimo assoluto. Tra le dame, successo per Gabriella Pedroni su Mitsubishi Lancer, mentre tra gli under 25 si conferma Picchi.

Se le moderne hanno offerto adrenalina pura, le storiche non sono state da meno. Le auto del "passato" hanno regalato un racconto parallelo fatto di fascino e precisione, dove ogni curva è anche memoria.

A imporsi tra le vetture pre-1993 è stato Michele Massaro, impeccabile con la BMW M3 del 4° Raggruppamento, capace di contenere per poco più di due secondi Giampaolo Basso su Porsche 911 RS, primo del 2° Raggruppamento. Terzo assoluto e vincitore del 3° Giuseppe Pezzo su Porsche 911 SC, mentre tra le più datate ha svettato Luciano Rebasti con la Fiat Abarth 1000. Tra le donne, successo per Silvia Fochesato, anch’essa su una vettura gemella.

Più lineare, ma comunque significativa, la sfida tra le “classiche” (1993-2000), dove Kevin Lechner ha portato la BMW M3 3.2 al vertice.

Il sipario si è chiuso al Palaciclamino di Cesuna, ma l’eco di questa edizione resta forte: una gara completa, combattuta, capace di unire il presente più veloce della specialità con il suo passato più evocativo. E con Faggioli, anche solo di passaggio, a ricordare a tutti quale sia il livello a cui si può ancora ambire.

Foto: fonte web 

venerdì 27 marzo 2026

CATANIA-ETNA, LA SALITA CHE RACCONTA UNA PASSIONE SENZA TEMPO

La 49ª edizione rilancia ambizioni e tradizione: tra sport, territorio e memoria, la cronoscalata etnea si conferma pilastro del motorismo italiano.


C’è qualcosa di profondamente identitario nelle cronoscalate. Più che semplici competizioni, sono rituali che si rinnovano anno dopo anno, mantenendo intatto il legame tra territorio, piloti e pubblico.

La Catania-Etna è una di queste. E mentre l’Automobile Club Catania avvia i preparativi per la 49ª edizione, in programma il 9 e 10 maggio, non si tratta soltanto di organizzare una gara: si tratta di custodire e rilanciare un patrimonio sportivo e culturale.

Il fatto che la macchina organizzativa si sia mossa con largo anticipo non è un dettaglio, ma un segnale preciso. In un’epoca in cui il motorsport deve continuamente confrontarsi con nuove sfide, dalla sostenibilità alla sicurezza, fino alla capacità di attrarre pubblico e investimenti, la professionalità e la visione diventano elementi imprescindibili. E la Catania-Etna, da questo punto di vista, vuole continuare a essere un punto di riferimento.

La doppia validità per il Campionato Italiano Velocità Montagna Sud e per il Campionato Siciliano Velocità in Salita conferma il peso specifico della manifestazione. Non è solo una gara “di casa”, ma un appuntamento capace di richiamare i migliori interpreti della disciplina, pronti a misurarsi su un tracciato che è tanto affascinante quanto selettivo. I 7,5 chilometri che si arrampicano sulle pendici dell’Etna non perdonano: richiedono precisione, coraggio e conoscenza profonda della strada. È qui che si fa la differenza, è qui che si costruiscono le storie.

Ma la Catania-Etna non vive soltanto di cronometri e classifiche. La sua forza sta anche nella capacità di raccontare un territorio unico al mondo. L’Etna non è solo uno sfondo scenografico: è protagonista, elemento vivo che conferisce alla gara un’identità irripetibile. Ogni edizione diventa così una vetrina per la Sicilia, un’occasione per coniugare sport e promozione, tradizione e futuro.

In questo contesto si inserisce anche il Memorial Ing. Eugenio Guglielmino, giunto alla seconda edizione. Un momento di memoria che aggiunge profondità alla manifestazione, ricordando come il motorsport sia fatto prima di tutto di persone, di storie, di eredità che continuano a vivere attraverso eventi come questo.

Le parole del presidente Maurizio Magnano San Lio delineano con chiarezza la direzione: consolidare il successo recente e continuare a crescere. È una sfida tutt’altro che banale. Perché crescere, oggi, significa innovare senza perdere l’anima, significa alzare gli standard organizzativi mantenendo intatto il fascino di una gara che affonda le radici nella storia.

La 49ª edizione non è solo un passo verso il traguardo simbolico del cinquantenario. È un banco di prova, un’occasione per dimostrare che la Catania-Etna non è soltanto una tradizione da celebrare, ma una realtà viva, capace di evolversi e di restare centrale nel panorama del motorsport italiano.

E allora il conto alla rovescia non è soltanto per i piloti. È per tutti coloro che credono che il rombo dei motori possa ancora raccontare qualcosa di autentico. Sull’Etna, anche quest’anno, quella storia è pronta a ripartire.

Foto: fonte web 

mercoledì 26 novembre 2025

LA COPPA NISSENA VINCE IL SUPERSALITA, LA MONTE ERICE È CHIAMATA AL RILANCIO

Ci sono decisioni che raccontano molto più di un semplice calendario sportivo. La titolazione della Coppa Nissena 2026 come prova di SuperSalita appartiene a questa categoria: un gesto che non si limita a definire un ruolo agonistico, ma che fotografa il valore di una comunità che ha scelto di crederci davvero. 
È la prova che quando un territorio converge su un obiettivo comune, la storia può diventare motore di sviluppo, orgoglio e riconoscimento nazionale.

COPPA NISSENA 2025

Caltanissetta ce l’ha fatta, e non per caso. Ha convinto ACI Sport, ha rispettato standard severi, ha costruito un progetto che non aveva nulla dell’improvvisazione. Ma soprattutto ha dimostrato una qualità che spesso, nell’Italia frammentata dei piccoli ego e dei grandi alibi, manca: la capacità di lavorare insieme.

L’Automobile Club Caltanissetta, il Comune, il Libero Consorzio, l’assessorato allo Sport: ognuno ha messo il proprio mattone, nessuno si è tirato indietro. E il risultato è arrivato, pesante e meritato. La Coppa Nissena torna sul palcoscenico più prestigioso delle cronoscalate, confermandosi la “decana” non solo per anzianità, ma per identità e continuità.

Un successo che va oltre lo sport

Nell’epoca in cui ogni evento motoristico è anche narrazione, marketing territoriale e patrimonio culturale, la Coppa Nissena ottiene una consacrazione che supera il rumore dei motori. 

Inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana, la gara nissena è memoria collettiva, storia viva, tradizione che continua a generare economia. È un pezzo di Sicilia che sale sul palco non per folklore, ma per competenza e serietà organizzativa.

L’altra faccia della medaglia: lo “schiaffo” alla Monte Erice

Ma ogni decisione che assegna un onore, inevitabilmente, genera anche un’ombra. E a Erice, nel Trapanese, la notizia è arrivata come un colpo imprevisto. Forse ingiusto, forse inevitabile. Sicuramente doloroso.

La Cronoscalata Monte Erice è una delle gare più iconiche del motorsport italiano. Ha una tradizione profondissima, un fascino che pochi tracciati possono vantare. È comprensibile che gli appassionati parlino di “schiaffo”.
Eppure, la verità non sta da una parte sola: la Monte Erice non è stata sconfitta.

È stato premiato chi, oggi, ha saputo dimostrare maggiore continuità, progettualità e garanzie. 
La SuperSalita è un campionato a rotazione: gli equilibri cambiano, le eccellenze tornano. Non è detto che il futuro non riporti Erice al centro della scena.

La tradizione non basta più

Il motorsport moderno è meritocratico, spesso spietato. Le rendite di posizione non funzionano più. Oggi servono organizzazione impeccabile, sicurezza totale, visione amministrativa e capacità di generare un indotto vero.

La Coppa Nissena ha mostrato di possedere tutto questo. Per questo è stata scelta.
Erice lo ha dimostrato in passato, e potrà farlo di nuovo. La sua sfida, adesso, è trasformare l’amarezza in slancio: investire, rinnovare, rilanciare. Perché la Sicilia delle cronoscalate non può permettersi campanili in conflitto. Può, invece, ambire a presentarsi come un sistema unito, competitivo, capace di diventare un modello nazionale.

Non un epilogo, ma un nuovo capitolo

La SuperSalita 2026 assegnata a Caltanissetta non è un punto d’arrivo. È un punto di ripartenza.
Per la città, per la Coppa Nissena, per tutto il motorsport siciliano.

Oggi c’è chi festeggia e chi mastica amaro. 
È naturale.
Ma al di là dei titoli e delle rivalità locali, ciò che conta davvero è che le corse in salita italiane continuino a crescere. La tradizione è un valore, certo. Ma il futuro si conquista solo con la visione.

E quest’anno, la Coppa Nissena ha dimostrato di averne più di tutti.

Foto: fonte web

ERICE IN ATTESA, LA NISSENA IN ASCESA: IL NUOVO EQUILIBRIO DELLE SALITE

Due giganti, un solo patrimonio 

Nel mondo delle cronoscalate italiane esistono nomi che non hanno bisogno di essere spiegati. 
Sono luoghi, più che gare. Identità, più che eventi. 

Erice appartiene a questa categoria ristretta e privilegiata: una Regina riconosciuta, un simbolo assoluto del motorsport nazionale, un appuntamento che da decenni fonde cultura, paesaggio e velocità nella più perfetta delle alchimie.

La sua esclusione dal Campionato Italiano SuperSalita 2026, però, ha scosso molti. Una gara che è patrimonio culturale prima ancora che sportivo difficilmente può essere trattata come una casella qualsiasi in un calendario. La delusione è comprensibile, quasi inevitabile. Ma non è tutto così semplice.

CAMPIONATO ITALIANO SUPERSALITA
Perché se è vero che Erice rappresenta il mito, è altrettanto vero che la Coppa Nissena ha saputo interpretare il presente.

Caltanissetta non ha conquistato la titolazione SuperSalita sull’onda del romanticismo o della tradizione: l’ha vinta con la concretezza, con la capacità di ascoltare e soddisfare le esigenze di ACI Sport, con la volontà, rara, di unire istituzioni e territorio in un progetto solido. 

La 71ª Coppa Nissena non viene premiata per la sua storia, ma per la visione che ha saputo mettere in campo.

Ed è qui che nasce la riflessione più profonda, quella che riguarda la Sicilia del motorsport. 

La Monte Erice non è stata sconfitta: è stata semplicemente superata, in questa fase, da un modello organizzativo più attuale. E questa non è un’onta. 
È un invito. Un pungolo a rilanciare, a evolvere senza perdere l’anima, a far sì che la regalità della cronoscalata ericina sia accompagnata da un progetto altrettanto forte.

Perché il prestigio della Monte Erice non si misura con una titolazione. Non si eclissa per un calendario. 
La sua magia vive a prescindere da un timbro federale, perché alcune gare appartengono al patrimonio emotivo di un Paese molto più di quanto appartengano alle sue classificazioni sportive.

Dall’altra parte, la Coppa Nissena dimostra che oggi la storia non basta: serve visione, serve organizzazione, serve la capacità di trasformare un passato glorioso in un futuro credibile. E, quando questo avviene, i risultati arrivano.

C’è però un’ultima verità, forse la più importante: la Sicilia non può permettersi guerre di campanile. 
Erice e Caltanissetta non sono rivali; sono complementari. Una rappresenta la regalità, l’altra la rinascita moderna. 
Una è il mito intramontabile, l’altra è il segnale che innovare è possibile. Insieme non solo fanno la storia delle salite italiane: la custodiscono.

Nel 2026 sarà Caltanissetta a godersi la ribalta. Ed è giusto così.
Ma la Monte Erice non arretra, non sbiadisce, non vacilla: resta un monumento vivente del motorsport italiano.

La Coppa Nissena ha vinto una sfida di sistema.
La Monte Erice continua a incarnare un prestigio che nessun regolamento potrà scalfire.

E allora la conclusione è semplice: due giganti, un solo patrimonio.
Un patrimonio che nessuna titolazione potrà mai dividere.

venerdì 21 novembre 2025

MONTE ERICE FUORI DAL SUPERSALITA 2026: ACI TRAPANI DIFENDE L'ICONA DELLE CRONOSCALATE ITALIANE

Monte Erice, la Regina che non si piega: perché la cronoscalata simbolo del Motorsport italiano non può uscire dal Supersalita.

In una nota inviata in esclusiva a RacingLife.it, il Presidente Pellegrino usa parole forti a difesa della gara ericina.

CRONOSCALATA MONTE ERICE
La notizia è stata come un fulmine a
ciel sereno: nella video intervista
fatta da RacingLife.it al direttore generale di Aci Sport Marco Rogano, il dirigente federale ha dichiarato che la leggendaria Monte Erice, tra le
cronoscalate più amate e iconiche
d'ltalia, sarà esclusa dal Campionato
Italiano SuperSalita 2026. Una decisione che ha colto di sorpresa piloti, addetti ai lavori, appassionati e soprattutto l'ACI Trapani, che per bocca del suo Presidente, Giovanni Pellegrino, esprime vivo disappunto e rivendica con forza l'unicità di un evento che da decenni è molto più di una semplice gara

Una gara che è identità, paesaggio, storia

La Monte Erice non è soltanto una competizione automobilistica: è un rito collettivo, un appuntamento che ogni anno trasforma la provincia di Trapani in un palcoscenico naturale dove motori e storia, mare e montagna, passione popolare e tecnica di guida si fondono senza soluzione di continuità.

Partenza da Valderice, arrivo nel borgo medievale di Erice – che nel 2027 sarà Città Europea dello Sport – attraverso una strada che è leggenda: tornanti spettacolari, panorami mozzafiato e un’atmosfera che i piloti definiscono da sempre “magica”. Non è un caso se molti la considerano la cronoscalata più affascinante del panorama tricolore.

Pellegrino lo ribadisce con fermezza: «Erice è la regina delle cronoscalate». E i piloti, negli anni, lo hanno confermato col linguaggio più chiaro: la preferenza, la partecipazione, l’entusiasmo.

L’ombra della “rotazione”: un principio contestato

A far discutere è soprattutto la motivazione ufficiale dell’esclusione: la cosiddetta “rotazione”, o “turnazione”, dei tracciati nel calendario SuperSalita. Un concetto che il presidente dell’ACI Trapani respinge con decisione, definendolo «iniquo e offensivo».

«Non siamo in una giostra», afferma Pellegrino, «dove per soddisfare un bisogno si fa fare un giro». E non manca una punta di amarezza nel ricordare che già lo scorso anno era stata avanzata la stessa ipotesi sotto un altro nome: “alternanza”.

Il punto, secondo l'ente trapanese, non è negare visibilità ad altre gare, ma evitare che il riconoscimento di uno avvenga a scapito di un’altro. Da qui la proposta, chiara: perché non aumentare il numero degli appuntamenti del SuperSalita? Se la serie vale, se l’interesse cresce, perché non portare i round da 7 a 8 – o anche di più?

Un evento che muove un territorio intero

La forza della Monte Erice non è solo sportiva. È sociale, economica, culturale.

La manifestazione coinvolge più comuni – compreso Trapani, dove si tengono le verifiche – e dà vita a una settimana di eventi collaterali che richiamano pubblico, turismo, passione. È un patrimonio che si rinnova grazie al contributo di enti locali, associazioni, operatori turistici e, soprattutto, migliaia di tifosi che ogni anno affollano i tornanti del monte.

Parlare di semplice “rotazione” appare dunque riduttivo, se non addirittura irrispettoso verso una gara che ha contribuito in modo determinante alla crescita del campionato sin dalla sua nascita.

La prossima mossa: un vertice istituzionale

Pellegrino annuncia un incontro imminente «fra figure istituzionali e sportive locali, per sviscerare meglio la vicenda». L’obiettivo è chiaro: difendere la presenza di Erice nella massima serie e chiedere trasparenza sui criteri adottati.

E mentre la Federazione si prepara alla riunione del 24 novembre, il mondo del motorsport guarda a Trapani: siamo davanti a una semplice decisione tecnica o a un precedente che potrebbe ridisegnare l’identità stessa del SuperSalita?

Perché Monte Erice non può essere “una delle tante”

In un campionato che ambisce all’eccellenza, lasciare fuori una gara di tale storia, prestigio e coinvolgimento popolare significa privarsi di un pezzo fondamentale del suo DNA.

Erice non è solo un tracciato: è un simbolo.
È la bellezza naturale che abbraccia la velocità.
È la tradizione che incontra l’adrenalina.
È, in una parola, la Regina.

E le regine, si sa, meritano rispetto.

domenica 2 novembre 2025

TORSELLINI TRIONFA ALLA 63ª ALGHERO SCALA PICCADA, CASSIBBA SI LAUREA CAMPIONE ITALIANO CIVM

La Scala Piccada non delude mai. Anche alla sua 63ª edizione, la classica sarda del Campionato Italiano Velocità Montagna ha regalato spettacolo, emozioni e colpi di scena, premiando il talento e la determinazione di Mirko Torsellini, vincitore assoluto al volante della Norma M20 FC, e consacrando Samuele Cassibba come nuovo Campione Italiano CIVM.



Torsellini al primo sigillo

Il giovane toscano della Best Lap, al debutto con la Norma 3000, ha trovato subito il feeling giusto con la vettura e con l’impegnativo tracciato algherese, chiudendo gara 1 in 2’22”47 e mantenendo il comando fino alla fine.

«Ho esordito ad Alghero due anni fa ed ora ho vinto con la nuova vettura: il feeling è stato immediato su questo percorso meraviglioso. Sempre preziosi i consigli di Simone Faggioli», ha dichiarato un emozionato Torsellini al traguardo, circondato dagli applausi del pubblico sardo.

Cassibba, il titolo è suo

Alle sue spalle, Samuele Cassibba ha portato in alto la Nova Proto NP01 Judd del Team Ateneo. Il siciliano, autore di una prova solida e costante, ha chiuso a soli 1”98 dal vincitore, conquistando però la finale nazionale CIVM e il titolo tricolore.

«Portare la finale in Sicilia è una soddisfazione enorme, anche se il successo assoluto sfumato per poco lascia un po’ di amaro. Dobbiamo raccogliere più dati per capire dove abbiamo perso qualcosa sul misto», ha commentato Cassibba.

Caruso completa il podio

Terzo sul podio assoluto e secondo in CIVM Franco Caruso, che ha gestito con intelligenza la Nova Proto messagli a disposizione per l’occasione: 

«Non era la mia vettura, ma ha risposto benissimo. Ringrazio Federico Liber per avermela ceduta: questa gara è unica per fascino e tracciato».

Applausi anche per Luigi Fazzino, quarto in rimonta e di nuovo competitivo sulla sua Osella PA30 Evo, dopo la lunga assenza del 2024. Il giovane siciliano si è meritato anche il Premio Sergio Farris per il suo ritorno al top: 

«Tornare qui è stato emozionante. Ho ritrovato una vettura fantastica e una grande squadra».

Vacca miglior sardo, Farris primo algherese

Tra i protagonisti isolani, spicca Giuseppe Vacca, quinto assoluto e miglior sardo al traguardo. L’olbiese ha portato per la prima volta in gara la Nova Proto NP01 e ha preceduto il corregionale Sergio Farris, primo algherese al traguardo con la Wolf GB08 Mistral e vincitore della classe 2000.

Ferretti guida i giovani, Lombardi chiude la top ten

Tra le sportscar motorizzate moto, duello appassionante vinto dal giovane umbro Filippo Ferretti (Wolf GB08 Thunder Aprilia) su Damiano Schena e Michele Gregori, entrambi su Nova Proto NP03 del Team Faggioli.
Completa la Top 10 l’esperto potentino Achille Lombardi (Vimotorsport), brillante nel testare la piccola e reattiva vettura francese.

GT: Peruggini show con la Ferrari

Non sono mancate emozioni neppure tra le Supercar del gruppo GT, dove Lucio Peruggini ha dettato legge con la sua Ferrari 488 Challenge firmando una doppietta nelle due salite.

Alle sue spalle Giuseppe D’Angelo protagonista in prova ma autore di qualche errore in gara, e Michele Mancin che ha completato il podio, entrambi su Ferrari 488 Challenge.

In GT Cup, successo del calabrese Gabrydriver sulla Ferrari 458, mentre Ezio Bellin si è imposto nel GTS Div. III al volante della Porsche 911 GT3.

Battaglie e conferme nei gruppi Turismo

Nel gruppo E2SH, dominio sardo con Roberto Idili (Fiat X1/9) davanti a Marco Cadau e Antonio Dettori.
Nel duello tra le TCR, vittoria e rivincita per Luca Tosini (Audi RS3 LRS) dopo l’errore di Salvatore Tortora, mentre Mario Murgia ha completato il podio con la Hyundai i30.

Nel gruppo E1, acuto di Andrea De Stefani con la Renault Clio, seguito da Giovanni Coghe (Citroën Saxo) e Tiziano Ghirardo (Honda Civic Type-R).

In Racing Start Cup, successo del tarantino Vanni Tagliente su MINI, davanti a Pasquale Carlomagno (Peugeot 308) e Giovanni Cuccheddu (MINI).

Tra le vetture turbo della Racing Start Plus, vittoria per Alberto Cioffi, mentre Gianluca Luigi Grossi si è imposto nella categoria aspirate.

Nel Racing Start tradizionale, primato di Marco Magdalone (Seat Leon SW), con Kristian Fiorucci (MINI) e Giovanni Loffredo alle sue spalle.

In gruppo N-S, successo di Lorenzo Accorsi (Honda Civic Type-R), mentre la classe 1600 ha premiato il giovane trentino Morris Tutta (Peugeot 106), che ha dedicato la vittoria al padre dopo una notte di lavoro per risolvere un guasto al cambio.

Foto: fonte WEB

domenica 12 ottobre 2025

DEGASPERI DOMINA LA CIVIDALE-CASTELMONTE: BATTUTO LIBER IN UN DUELLO DA BRIVIDI

È stato un testa a testa entusiasmante, deciso al centesimo e capace di infiammare il pubblico friulano lungo i 6,395 km della SP31 , da Carraria a Castelmonte.


Il protagonista assoluto della 48ª edizione della Cividale -Castelmonte è Diego Degasperi, che si è aggiudicato la storica cronoscalata valida per il Campionato Italiano Velocità Montagna (zona Nord), oltre che per i campionati nazionali austriaco e sloveno.
Il pilota trentino, al volante della Norma M20 FC del team Vimotorsport, ha avuto la meglio su un agguerritissimo Federico Liber – vincitore dell’edizione 2024 – in una gara tiratissima. Degasperi ha fermato il cronometro sul tempo complessivo di 6’15”44, alla media di 122,6 km/h, staccando Liber di 2”50 e conquistando così il suo quarto successo assoluto a Castelmonte, dopo quelli del 2012, 2021 e 2022.
Liber, a bordo della Nova Proto NP01-Zytek, ha provato fino all’ultimo a difendere il titolo. Dopo aver ceduto in Gara 1, è riuscito a reagire nella seconda salita, ma la somma dei tempi ha premiato Degasperi, confermandolo come uno dei migliori specialisti del tecnico tracciato friulano.

Il podio: Schena completa la festa tricolore

A completare il podio è stato Damiano Schena, anche lui su Nova Proto NP03, autore di un tempo aggregato di 6’29”91. Il veronese si è inoltre aggiudicato il primato di classe 1600 del gruppo E2SC-SS, confermando la sua costante crescita nel panorama delle cronoscalate del Nord Italia.
Tra i protagonisti assoluti anche il friulano Stefano Gazziero, sesto su Nova Proto NP03 con 6’49”34, e l’austriaco Reinhold Taus, settimo assoluto e primo del gruppo E1 grazie alla sua Subaru P4 Turbo (6’57”09).
Successo in Gruppo GT per Kevin Raith, ottavo assoluto con la Porsche 992 Cup (6’59”18). Ottima prestazione anche per Enrico De Martin, undicesimo assoluto e leader tra le TMSC-SS su Gloria C8P Hayabusa (7’03”90), e per il friulano Michael Cantarutti, ventesimo assoluto e primo tra le Rally a bordo della Skoda Fabia RS (7’19”81).

Muradore domina tra le storiche: sesto trionfo e nuovo record personale

Tra le vetture storiche, la scena è stata tutta per Rino Muradore, che ha firmato la sua sesta vittoria alla Cividale–Castelmonte. Il driver cividalese, a bordo della sua Ford Escort RS1600, ha completato la gara in 7’46”97, imponendosi nel Secondo Raggruppamento e confermando ancora una volta il suo talento nella gara di casa.
Alle sue spalle, il veneto Michele Massaro su BMW M3 E30 ha chiuso in 7’50”98, risultando il migliore del Quarto Raggruppamento. Sul terzo gradino del podio è salito l’austriaco Harald Mossler, il più veloce tra le auto del Primo Raggruppamento con la sua Daren MkIII (8’00”53). A seguire, Reinhard Sonnleitner (Volkswagen Golf Rallye, 8’01”10) e Erwin Morandell su Fiat X1/9, leader del Terzo Raggruppamento con un tempo di 8’25”23.

Classifica Assoluta top 10 – Vetture Moderne

Diego Degasperi – Norma M20 GEA Zytek
Federico Liber – Nova Proto NP01
Damiano Schena – Nova Proto NP03
Emanuele Farris – Wolf GB08 Thunder
Enrico Zandonà – Wolf GB08 Thunder
Stefano Gazziero – Nova Proto NP03
Reinhold Taus – Subaru P4 Turbo
Kevin Raith – Porsche 992 Cup
Vladimir Stankovic – Wolf GB08 Thunder
Leo Pichler – Porsche Cayman GT4

Classifica Assoluta top 3 – Vetture Storiche

Rino Muradore - Ford Escort RS1600
Michele Massaro - BMW M3 E30
Harald Mossler - Daren MkIII

Foto: fonte web

domenica 21 settembre 2025

CARUSO TRIONFA A PEDAVENA: SUA LA 41ª EDIZIONE DOPO UN DUELLO INFUOCATO CON DEGASPERI

È il siciliano Franco Caruso a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della 41ª Pedavena – Croce D’Aune, appuntamento numero 12 del Campionato Italiano Velocità Montagna zona Nord. A bordo della sua Nova Proto NP 01, il pilota ragusano ha avuto la meglio su un combattivo Diego Degasperi dopo un acceso duello che ha infiammato i tornanti feltrini. 
Terzo gradino del podio per un altro trentino, Matteo Moratelli, che con la versione turbo della Nova Proto NP 01 ha finalmente trovato segnali positivi.

Una vittoria maturata soprattutto in gara 2, dove Caruso ha fermato il cronometro sull’1’51”289, siglando il miglior tempo assoluto della giornata. Un successo costruito con precisione e grinta, che lo rilancia tra i grandi protagonisti della stagione. Alle sue spalle Degasperi (Norma M20 FC), che puntava al tris consecutivo a Pedavena, ha chiuso a solo 1”87 dal vincitore, dimostrando ancora una volta la sua costanza ai vertici del CIVM.
Il podio è tutto marchiato Nova Proto, con Matteo Moratelli terzo assoluto e autore di una prestazione solida al volante della versione 2000 turbo della sport francese.

I protagonisti: Schena primo tra i veneti e dominio nei motori moto

Quarto assoluto e primo veneto al traguardo, Damiano Schena ha portato in alto la Nova Proto NP 03 Aprilia 1150cc, conquistando anche la vittoria nella classe 1600 e nel gruppo delle sportscar con motore motociclistico. 
Alle sue spalle, una top five completata in rimonta da Sergio Farris (Wolf GB08 Mistral), impegnato in una gara test fondamentale per lo sviluppo del prototipo.
Buona anche la gara dell’umbro Filippo Ferretti, campione Junior 2024, che continua con costanza il lavoro sulla Wolf GB08 Thunder Trofeo. Settima piazza per il costante Markus Schuster (Norma M20 FC), mentre in ottava posizione si è distinto Luca Giammattei con la Gloria CP 08, portando a casa punti preziosi tra le monoposto TMSC-SS.

GT e Silhouette: D’Angelo e Gurschler show

In gruppo GT spicca la prova maiuscola del campano Giuseppe D’Angelo, sempre più leader del campionato al volante della Ferrari 488 Evo Challenge. Secondo tempo tra le GT per il trevigiano Romy Dall’Antonia, incisivo sulla Porsche 911 GT3 Cup, tallonato da Alessandro Gabrielli, che ha chiuso secondo in GT Super Cup Div.1.

In gruppo E2SH, supremazia di Roman Gurschler, che ha portato al limite l’evolutissima silhouette della Fiat 500, mentre in TCR il bresciano Luca Tosini ha dominato con autorità sulla Audi RS3 LMS.

ER, Racing Start e le lotte di gruppo

Nel gruppo ER1, nessuna sorpresa: Luca Spinetti ha rispettato i pronostici trionfando con la sua Subaru Impreza, davanti ad Andrea De Stefani (Renault Clio) e ad Enrico Trolio (Peugeot 106), autore di una bella rimonta in gara 2.

Tanto spettacolo anche nel gruppo Racing Start Plus, dove Alberto Cioffi ha avuto la meglio su Matteo Bommartini (Honda Civic Type-R) e Gianluca Luigi Grossi (Renault Clio). In RSTB, affermazione per Maurizio Abate su MINI, di poco davanti a Davide Gabrielli (Seat Leon SW) e al toscano Lorenzo Mercati su Honda Civic.
Tra le aspirate, vittoria solida di Giulio Panteghini, mentre nelle categorie “storiche recenti” si è messo in evidenza Kevin Lechner su BMW M3 per le A-S, e Lorenzo Accorsi (Honda Civic) ha respinto ogni assalto nella N-S.

Auto storiche: Basso firma il miglior tempo

Non poteva mancare l’emozione delle auto storiche, dove Giampaolo Basso ha fatto segnare il miglior tempo assoluto al volante della sua Porsche Carrera RS, dominando il 2° Raggruppamento. Secondo crono per Idelbrando Motti, sempre competitivo con la sua Porsche, mentre a catturare l’attenzione del pubblico è stata l’intramontabile Lancia Stratos di “Tony” Fassina, autentico simbolo della passione per le corse.

domenica 14 settembre 2025

FRANCESCO CONTICELLI DOMINA LA 70ª COPPA NISSENA: DOPPIETTA DA CAMPIONE

Francesco Conticelli trionfa alla 70ª Coppa Nissena: podio tutto Nova Proto nella storica cronoscalata di di Caltanissetta

Il pilota trapanese vince entrambe le manche nonostante l’influenza. Faggioli e Caruso completano un podio di altissimo livello. Riolo festeggia il titolo CIVSA e la 500ª gara della carriera.

È stato Francesco Conticelli a scrivere il proprio nome nella storia della Coppa Nissena, firmando la vittoria nella 70ª edizione di una delle più antiche e prestigiose cronoscalate italiane. Il trapanese, al volante della Nova Proto NP 01 del team RO Racing, ha dominato entrambe le manche, siglando un successo tanto atteso quanto meritato, che lo consacra tra i grandi interpreti della specialità.

Conticelli ha messo tutti in fila con due salite impeccabili, fermando il cronometro in 2'03"96 nella prima manche e 2'04"20 nella seconda, nonostante un fastidioso stato influenzale che lo ha accompagnato per tutto il weekend. Il pilota marsalese ha così alzato al cielo il Trofeo Michele Tornatore, imprimendo con decisione la sua firma sull’edizione 2025 della Nissena, 13° round del Campionato Italiano Velocità Montagna zona Sud.

Podio di fuoco tutto Nova Proto

Alle sue spalle due nomi pesanti del panorama montagna: il pluricampione fiorentino Simone Faggioli, impegnato nello sviluppo della nuova Nova Proto NP 01-4, ha chiuso secondo, sfiorando il successo in gara 2 per soli 47 centesimi, dopo aver pagato qualcosa in più nella prima salita. Terzo gradino del podio per il sempre incisivo Franco Caruso, al volante della sua NP 01, autore di due prestazioni solide che lo confermano tra i protagonisti assoluti della stagione.

Cassibba e Fazzino ai piedi del podio

Appena sotto al podio Samuele Cassibba, energico e determinato, ma leggermente rallentato dalle condizioni del fondo che lo hanno portato a evitare rischi inutili. Quinto Luigi Fazzino, velocissimo e spettacolare con la sua Osella PA2000 Turbo, con cui ha centrato la vittoria in classe E2SC 2000, sfiorando addirittura una chicane in gara 2.

Sesto posto per Francesco Leogrande, anche lui su Osella, davanti a Michele Puglisi, primo di classe E2SC 1600 e alla sua prima volta sul tracciato nisseno con la Nova Proto NP03. Completano la top ten Vincenzo Conticelli senior, Agostino Bonforte e Giuseppe D’Angelo, che ha primeggiato nel duello tra Ferrari 488 nel gruppo GT, vincendo gara 1 e chiudendo davanti al rivale Lucio Peruggini nella somma dei tempi.

Riolo campione CIVSA nel 4° Raggruppamento: festa per la 500ª gara

Oltre al CIVM, la Coppa Nissena ha assegnato punti anche per il Campionato Italiano Velocità Salita Auto Storiche (CIVSA), dove Totò Riolo ha conquistato il titolo di 4° Raggruppamento per il secondo anno consecutivo. Il pilota palermitano, su PRC A6 BMW, ha festeggiato così la sua 500ª gara in carriera, un traguardo straordinario raggiunto con classe ed esperienza.

I protagonisti degli altri gruppi

In gruppo TCR, dominio del salernitano Salvatore Tortora su Audi RS3 LMS.
In gruppo E1, vittoria di Rosario Alessi (Peugeot 106) davanti a Francesco Lombardo (Peugeot 205).
In Racing Start Plus, grande prestazione di Angelo Guzzetta (Peugeot 106), rimasto senza rivali dopo l’uscita di scena in gara 1 di Roberto Megale.
Nella Racing Start, duello entusiasmante tra le MINI con successo finale di Salvatore Gioè sull’iniziale vincitore di gara 1 Giovanni Loffredo.
In gruppo A-S, la classifica aggregata ha premiato Gianluca Sciortino su Clio Williams dopo un serrato testa a testa con Salvatore Castorina (Peugeot).
In N-S, vittoria di rimonta per Daniele Leonardi, che in gara 2 ha superato Mario Luca Sapienza, vincitore in gara 1 per appena 3 centesimi.
Tra le Bicilindriche, successo per Mirko Paletta su Fiat 500 Giannini, che ha resistito alla rimonta di Francesco Fichera su Fiat 126.

Un’edizione da ricordare

La 70ª Coppa Nissena ha onorato appieno la sua lunga storia, regalando un weekend ricco di emozioni, passione e talento. Il successo di Francesco Conticelli e la festa per la 500ª gara di Totò Riolo resteranno scolpiti nella memoria di tutti gli appassionati. Caltanissetta si conferma così crocevia del motorsport in salita, dove tradizione e modernità continuano a correre affiancate.

domenica 7 settembre 2025

MONTE ERICE INCORONA FAGGIOLI PER LA 12ª VOLTA: CALA IL SIPARIO SULLA STAGIONE, ASSEGNATI I TITOLI DEL SUPERSALITA

Sopra la linea blu del Mediterraneo, laddove la Sicilia si arrampica con eleganza verso le nuvole, la 67ª edizione della Cronoscalata Monte Erice ha scritto un nuovo capitolo di storia, passione e adrenalina. Quello che per molti è un appuntamento sportivo, per il mondo delle salite è un vero e proprio rito. Organizzata dall’Automobile Club Trapani, la tappa siciliana ha ospitato l’epilogo stagionale del Campionato Italiano Supersalita, oltre al Campionato Italiano Velocità Montagna e il Campionato Italiano Velocità Salita Autostoriche, regalando spettacolo puro lungo la provinciale che collega Valderice al borgo medievale di Erice.


Faggioli: dodici volte re di Erice

Il protagonista assoluto, ancora una volta, è stato Simone Faggioli. Il fuoriclasse toscano, già laureatosi campione italiano, ha voluto onorare al meglio la gara testando la nuova Nova Proto NP 04 a trazione integrale e motore turbo. Missione riuscita: due manche impeccabili in 2'56"27 e 2'54"92, che gli sono valse il dodicesimo sigillo personale sulla storica cronoscalata. Sul podio anche Francesco Conticelli e Samuele Cassibba, a conferma di un dominio tecnico e territoriale tutto siciliano.

Tricolori decisi: verdetti finali tra conferme e colpi di scena

Con Erice a fare da teatro, sono arrivati anche gli ultimi verdetti tricolori della stagione. 
Ecco i protagonisti:
Giuseppe Aragona (VW Golf) è campione di Gruppo E1;
Manuel Dondi (Fiat X1/9 Alfa) conquista l’E2SH, dopo un’appassionante rincorsa;
Piero Nappi (Porsche 911 GT3) si prende il titolo GT Super Cup Div. 3, con mezzo punto di vantaggio;
Oronzo Montanaro (Mini) domina la Racing Start Plus;
Antonio Vassallo (Renault Clio) è re dell’RS Aspirato;
Anna Maria Fumo (Peugeot 308) alza il trofeo nella Racing Start Cup.

Top Ten assoluta: giovani e veterani a braccetto

Fuori dal podio per una manciata di decimi il coriaceo Franco Caruso, quarto sulla Nova Proto NP 01. A seguirlo il lucano Achille Lombardi (Osella PA 30), il campione italiano Andrea Di Caro (dominatore tra gli Sportscar su Nova Proto NP 03 motori moto con sette vittorie su sette), e Luigi Fazzino (Osella PA turbo), campione della classe 2000 dei prototipi. Completano la top ten Michele Puglisi (Nova Proto NP03), Francesco Leogrande (Osella PA 21 4C turbo) e l’idolo di casa Francesco Adragna (Wolf GB 08 Thunder).

Gruppi: sfide all’ultimo decimo, tra emozioni e tecnica pura

Nel Gruppo CN, in cui è già campione Alberto Scarafone, si impone il trapanese Rocco Aiuto su Osella PA 20/S, davanti a Reina e Ferrazzano, per un podio interamente siciliano. In E2SH, Dondi svetta su una linea d’arrivo che vede Rosario Iaquinta secondo con la sua Lamborghini e Marco Gramenzi terzo sulla silhouette MG-AR01 Furore.

Nel Gruppo GT, Lucio Peruggini ha conquistato la vittoria al volante della sua Ferrari 488 Challenge Evo, in una gara che lo vede in attesa di conferma del titolo, attualmente sub judice a causa di un reclamo presentato in occasione della tappa di Luzzi.
Alle sue spalle, ottima la prestazione di Giuseppe D’Angelo, anche lui su Ferrari 488, autore di una gara solida che gli è valsa il secondo gradino del podio. Terzo posto per Rosario Parrino, alla guida della Porsche 992 GT3 Cup, che ha lottato fino all’ultimo contro avversari agguerriti.

Nonostante la terza posizione in gara, il titolo di campione di gruppo è andato a Piero Nappi. Il pilota partenopeo, al volante della Porsche 911, ha chiuso al secondo posto nella classifica della prova, ma ha conquistato matematicamente il campionato per appena mezzo punto, premiato da una stagione di grande regolarità.

Nella GT Cup, applausi per il calabrese Gabrydriver, che ha chiuso la stagione con un'altra vittoria al volante della Ferrari 458, dopo aver già messo in cassaforte il titolo di categoria.

Infine, nel Gruppo GT3, il titolo è andato al romano Marco Iacoangeli, assente nell’ultima prova ma comunque irraggiungibile in classifica. Il portacolori della Vimotorsport, protagonista di una stagione brillante a bordo della BMW Z4, ha saputo gestire al meglio il vantaggio accumulato, conquistando con merito il campionato.

TCR: una sfida che finisce... in tribunale sportivo

Il gruppo TCR regala l’ennesimo colpo di scena: è 1 a 1 tra Luca Tosini e Salvatore Tortora, entrambi su Audi RS3 LMS, con tempi da fotofinish. Ma la classifica è sub judice per un reclamo presentato da Tosini. Intanto, applausi per il siciliano Bartolomeo Mistretta, subito incisivo con la Peugeot 308.

Racing Start: spettacolo e titoli in bilico fino all’ultimo

Nel gruppo Racing Start Cup, brilla Gianni Loffredo su Mini JCW Evo, mentre la pugliese Anna Maria Fumo centra il titolo con una prova di grande intelligenza. In RS Plus, spettacolare vittoria di Montanaro, anche se è mancato il duello con Liuzzi.
Tra le Aspirate, è Angelo Guzzetta a dominare la corsa, ma il titolo lo conquista il pugliese Francesco Perillo su Citroen Saxo. Emozioni anche nella RSTB, dove Marco Magdalone (Seat Leon Cupra ST) ha la meglio in una sfida incandescente. Tra gli Under 25, successo per il giovane Antonio Aquila, vero talento emergente.

Finale d’autore per una stagione memorabile

La 67ª Monte Erice si conferma non solo una gara, ma un monumento del motorsport italiano. Tra il rombo dei motori e il profumo del mare, si è chiusa una stagione intensa, che ha incoronato campioni ma soprattutto rinnovato l’amore per una disciplina dove tecnica, coraggio e passione si fondono curva dopo curva.