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domenica 12 aprile 2026

FAZZINO FIRMA IL CAPOLAVORO ALLA SALITA DEL COSTO

Successo in volata per il siciliano nella 33ª edizione, tra sfide serrate nelle moderne e fascino senza tempo delle storiche, con Simone Faggioli a impreziosire il weekend.


C’è qualcosa di magnetico quando Simone Faggioli si presenta su un percorso di salita. Anche senza essere in gara, il pluricampione toscano riesce a catalizzare l’attenzione, trasformando dei semplici passaggi di test in un anticipo di spettacolo puro. Così è stato anche lungo i 9,910 chilometri del Costo, dove Faggioli ha lavorato sulla Nova Proto in vista della prossima Pikes Peak International Hill Climb, offrendo al pubblico un prologo di altissimo livello tecnico e agonistico.

Ma, archiviata la parentesi del campione, è stata la gara a prendersi tutta la scena. E che gara!

La 33ª edizione della Salita del Costo si è risolta soltanto negli ultimi metri, al termine di un confronto serratissimo tra i protagonisti delle vetture moderne. A emergere è stato Luigi Fazzino, autore di una prestazione maiuscola al volante dell’Osella PA 30 Evo, chiusa in 4’06”10: quasi tre secondi meglio rispetto al suo riferimento dello scorso anno. Un segnale chiaro, netto, da uomo in pieno controllo.

Alle sue spalle, altrettanto convincente, Achille Lombardi, il più rapido in prova, che ha confermato la competitività dell’Osella PA30 fermandosi a soli 1”40. Il podio si è completato solo con l’ultimo respiro della gara, grazie a Franco Caruso su Nova Proto NP01, staccato di poco più di due secondi, a dimostrazione di un equilibrio tecnico sempre più marcato tra i top driver.

Appena fuori dal podio, Federico Liber ha ribadito la competitività della Nova Proto, precedendo la Norma M20 FC di Diego Degasperi. Più indietro, ma comunque protagonisti, Giuseppe Giacomo Vacca, Markus Shuster e Matteo Moratelli hanno animato una top ten densa di contenuti, chiusa dalla varietà tecnica tra formula e sport prototipi con Luca Giammattei e il locale Andrea Parisi.

Non meno interessante la lotta nelle categorie, dove spicca l’exploit di Francesco Turatello all’esordio con la Ferrari 488 Challenge Evo, capace di mettere pressione ai più esperti e di precedere, seppur di pochi decimi, Romy Dall’Antonia. Un segnale di quanto anche le Gran Turismo possano inserirsi con forza in un contesto dominato dai prototipi.

Tra i gruppi, dominio netto di Roman Guerschler in E2SH con una Fiat 500 tanto iconica quanto efficace, mentre in CN si è imposto Alberto Scarafone su Osella PA21/P. Giammattei ha brillato in TMSC-SS, Parisi tra le 2000 e Damiano Schena ha firmato una delle prestazioni più significative della giornata nella combattutissima classe 1150, chiudendo undicesimo assoluto. Tra le dame, successo per Gabriella Pedroni su Mitsubishi Lancer, mentre tra gli under 25 si conferma Picchi.

Se le moderne hanno offerto adrenalina pura, le storiche non sono state da meno. Le auto del "passato" hanno regalato un racconto parallelo fatto di fascino e precisione, dove ogni curva è anche memoria.

A imporsi tra le vetture pre-1993 è stato Michele Massaro, impeccabile con la BMW M3 del 4° Raggruppamento, capace di contenere per poco più di due secondi Giampaolo Basso su Porsche 911 RS, primo del 2° Raggruppamento. Terzo assoluto e vincitore del 3° Giuseppe Pezzo su Porsche 911 SC, mentre tra le più datate ha svettato Luciano Rebasti con la Fiat Abarth 1000. Tra le donne, successo per Silvia Fochesato, anch’essa su una vettura gemella.

Più lineare, ma comunque significativa, la sfida tra le “classiche” (1993-2000), dove Kevin Lechner ha portato la BMW M3 3.2 al vertice.

Il sipario si è chiuso al Palaciclamino di Cesuna, ma l’eco di questa edizione resta forte: una gara completa, combattuta, capace di unire il presente più veloce della specialità con il suo passato più evocativo. E con Faggioli, anche solo di passaggio, a ricordare a tutti quale sia il livello a cui si può ancora ambire.

Foto: fonte web