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domenica 17 maggio 2026

LA VALLE CAMONICA ACCENDE LA SUPERSALITA: FAGGIOLI DAVANTI, LOTTA SERRATA ALLE SPALLE

Il campione toscano conquista il sesto successo nella gara bresciana nonostante un problema al cambio. Darbellay e Torsellini infiammano la sfida assoluta, Di Caro domina tra le Sportscar Motori Moto.


Il Trofeo Vallecamonica non tradisce mai. La salita camuna, una delle gare più iconiche del panorama nazionale, ha aperto il Campionato Italiano Supersalita con tutto ciò che rende speciale questa disciplina: velocità, coraggio, tecnica e una lotta sul filo dei centesimi che ha trasformato il 55° appuntamento organizzato dall’Automobile Club Brescia in uno spettacolo assoluto.



Alla fine, il verdetto ha confermato ancora una volta il nome di Simone Faggioli. Ma ridurre il weekend bresciano all’ennesimo successo del campione toscano sarebbe un errore. Perché dietro il sesto sigillo del fuoriclasse di Best Lap c’è stata una gara durissima, combattuta, intensa come poche. Una cronoscalata che ha raccontato molto di più di una semplice vittoria.

Faggioli ha imposto il proprio ritmo sin dalle prime battute, fermando il cronometro in un impressionante 3’44”78 in gara 1. Numeri da riferimento assoluto, numeri da campione. Eppure, proprio quando sembrava pronto a demolire il record personale sul tracciato camuno, un problema alla seconda marcia nella seconda salita ha cambiato lo scenario. Non abbastanza da togliergli il successo, ma sufficiente per mostrare quanto il livello della concorrenza si sia ormai alzato.

Perché oggi battere Faggioli resta difficilissimo, ma stargli vicino non è più impossibile.

Lo ha dimostrato Victor Darbellay, autore di un weekend magnifico. Lo svizzero ha costruito il secondo posto assoluto con una gara 1 praticamente perfetta, sfruttando al massimo la sua Nova Proto NP01 e chiudendo ad appena 2”83 dal vincitore nella classifica aggregata. Ma il dato più impressionante è un altro: soltanto 33 centesimi lo hanno separato da Mirko Torsellini in una lotta per il podio che ha infiammato entrambe le manche.

Torsellini, con la Norma M20 FC, ha probabilmente firmato una delle prestazioni più convincenti della sua maturazione agonistica. In gara 2 il senese ha attaccato senza esitazioni, entrando addirittura nella sfida diretta per la vittoria parziale e chiudendo terzo assoluto con appena tre secondi complessivi di ritardo da Faggioli. È il segnale più evidente di una categoria che oggi vive una delle fasi tecnicamente più competitive degli ultimi anni.

E dietro ai tre protagonisti del podio, il livello non è stato certo inferiore.

Stefano Di Fulvio ha impressionato al debutto sul tracciato camuno, sfiorando il podio con una Nova Proto sovralimentata sempre più efficace. Luigi Fazzino, invece, ha ricordato a tutti il suo talento cristallino: in gara 2 il siciliano della Osella PA30 Evo è arrivato a soli 21 centesimi da Faggioli. Un margine infinitesimale che racconta perfettamente la qualità della sfida vista in Vallecamonica.

Sempre concreto Franco Caruso, mentre Achille Lombardi ha mostrato segnali molto incoraggianti con una Osella finalmente competitiva dopo un avvio complicato.

Se tra i prototipi assoluti il confronto è stato stellare, altrettanto interessante è stato il duello tra le Sportscar motori moto. 

Andrea Di Caro ha subito mandato un messaggio chiaro alla stagione 2026: il campione in carica vuole confermarsi. Il giovane nisseno ha dominato la categoria con la Nova Proto NP03 Aprilia, contenendo gli attacchi di un Michele Puglisi sempre più convincente. La loro sfida promette di diventare uno dei temi tecnici più interessanti del campionato.

E poi c’è stato il fascino delle GT. 

Ventuno supercar al via, motori da endurance e un nome davanti a tutti: Lucio Peruggini. Il foggiano ha imposto la Ferrari 296 nella categoria GTS Divisione 1, aprendo nel migliore dei modi la rincorsa a un nuovo titolo. Una presenza scenica e tecnica che ha aggiunto ulteriore prestigio a un weekend già ricchissimo di contenuti.

Il Trofeo Vallecamonica, ancora una volta, ha dimostrato perché resta una delle gare più amate dai piloti e dal pubblico. Non solo per la bellezza del percorso o per la cornice unica della Valcamonica, ma perché qui la cronoscalata conserva la sua essenza più autentica: uomini e macchine lanciati contro il tempo, separati da pochi centimetri, da pochi decimi, da un dettaglio meccanico o da una traiettoria perfetta.

Faggioli resta il re della montagna. Ma la montagna, oggi, parla con molte più voci.

Foto: fonte web