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domenica 30 agosto 2026

CRONOSCALATA MONTE ERICE, IL PRESTIGIO DI UNA GARA CHE VA OLTRE IL CAMPIONATO

La 68ª edizione si prepara ad accogliere oltre 200 piloti, protagonisti di caratura nazionale e internazionale e un pubblico numeroso, confermando il ruolo della gara trapanese tra gli appuntamenti di maggior rilievo del panorama automobilistico italiano. Sport, storia, territorio e il nuovo Villaggio del Gusto per un weekend che celebra l'identità della Sicilia occidentale.

Ci sono gare che appartengono a un calendario e gare che, con il tempo, finiscono per appartenere a un territorio. La Cronoscalata Monte Erice è senza dubbio una di queste. La sua grandezza non si misura soltanto in secondi, classifiche e "cavalli", ma nella capacità di trasformare per un intero fine settimana la provincia di Trapani in una straordinaria capitale dello sport automobilistico.

La 68ª edizione della Monte Erice, in programma dal 4 al 6 settembre, arriva con numeri che raccontano già da soli la dimensione dell'evento: oltre 200 piloti, appassionati provenienti da ogni parte d'Italia e presenze anche oltre i confini nazionali. Un'autentica invasione sportiva e popolare che conferma quanto questa cronoscalata sia radicata nella cultura del territorio e nell'immaginario degli appassionati.

Perché alla Monte Erice non arrivano soltanto le automobili. Arrivano le squadre, i tecnici, i meccanici, le famiglie, gli appassionati, i tifosi. Arriva un pubblico che conosce la storia di questa salita e che sa riconoscere, metro dopo metro, il valore di una sfida che ha pochi eguali nel panorama nazionale. E arrivano piloti di caratura nazionale e internazionale, richiamati dal fascino di un tracciato che non concede sconti e che, contemporaneamente, regala uno scenario unico.

Quest'anno, però, c'è un elemento che merita una riflessione. La Monte Erice non è inserita nel Campionato Italiano Supersalita, la massima serie nazionale della specialità. Una scelta di calendario che potrebbe, superficialmente, far pensare a un ridimensionamento. Ma è proprio qui che la storia e la forza di questa gara raccontano una verità diversa.

La Monte Erice non ha bisogno di appartenere alla massima serie per essere una grande gara.
Il suo valore sportivo è costruito in decenni di storia, nella qualità dei piloti che continua ad attirare, nella difficoltà del percorso, nella tradizione e nella straordinaria partecipazione del pubblico. Una gara può uscire per una stagione dal campionato più prestigioso senza perdere il proprio status. Perché il prestigio, quando è autentico, non dipende esclusivamente da una casella del calendario.

La Monte Erice rimane, a pieno titolo, una delle cronoscalate più importanti del panorama automobilistico nazionale. Lo dimostra la risposta degli iscritti e lo dimostra il richiamo esercitato anche sui protagonisti provenienti dall'estero. 
Tra le presenze annunciate figura, nelle auto storiche, anche l'austriaco Harald Mössler, mentre dal Nord Italia arriva, tra gli altri, Andrea Buttura, a conferma di una partecipazione che travalica ampiamente i confini regionali.

E poi c'è il luogo.

È impossibile raccontare la Monte Erice senza raccontare la Sicilia occidentale. Il percorso non è soltanto un nastro d'asfalto sul quale misurare il talento dei piloti: è un viaggio dentro un paesaggio e una storia millenaria. Qui la velocità incontra la montagna, il mare, la cultura e la memoria.

È questo uno degli elementi che rendono la Monte Erice qualcosa di più di una semplice cronoscalata. La gara porta il nome di un territorio e, contemporaneamente, ne diventa ambasciatrice.
E quest'anno il rapporto tra Motorsport e territorio si rafforza ulteriormente con una novità che merita attenzione: il Villaggio del Gusto.
L'iniziativa, già apprezzata in occasione del Rally Valle del Belice, arriva alla Monte Erice con l'obiettivo di mettere in vetrina le eccellenze enogastronomiche locali.

Piazza Vittorio Emanuele, venerdì 4 settembre, durante le verifiche tecniche e sportive, diventerà così un punto d'incontro tra motori, pubblico, cultura e produzioni del territorio.
È una scelta intelligente, perché il Motorsport moderno non può più limitarsi alla dimensione agonistica. 

Una grande manifestazione sportiva deve essere anche occasione di promozione, incontro e valorizzazione. E quale modo migliore, in una terra come questa, se non attraverso i suoi prodotti, i suoi sapori e le sue tradizioni?

La Monte Erice diventa dunque anche una vetrina per raccontare Trapani e la Sicilia occidentale attraverso ciò che questa terra sa produrre e custodire. Il pubblico potrà vivere l'evento non soltanto guardando le auto affrontare la salita, ma immergendosi in un'esperienza più ampia, fatta di sport, gastronomia, cultura e convivialità.

Anche il percorso rinnovato e messo in sicurezza rappresenta un altro tassello importante. La qualità dello spettacolo deve necessariamente procedere insieme alla sicurezza di piloti, squadre e pubblico. È una condizione imprescindibile per una manifestazione che vuole continuare a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Ed è proprio questo il punto: la Monte Erice non vive soltanto del suo passato, ma continua a costruire il proprio futuro.
Lo farà con oltre 200 concorrenti, con protagonisti di livello nazionale e internazionale, con un pubblico numeroso e appassionato e con un territorio pronto ad accogliere la carovana delle cronoscalate. Lo farà senza la vetrina del Campionato Italiano Supersalita, ma con una consapevolezza ancora più forte: il valore di una gara non si misura soltanto dal campionato nel quale è inserita, bensì dalla sua capacità di generare emozioni, interesse, partecipazione e identità.

La Monte Erice è tutto questo.
È sport, innanzitutto. È competizione, tecnica, coraggio e precisione. Ma è anche storia, paesaggio, cultura e ospitalità. È una festa popolare che ogni anno riaccende il rombo dei motori sulle strade di Erice e richiama in Sicilia protagonisti e appassionati da lontano.
Per questo la 68ª edizione non va considerata semplicemente come una gara che manca dal massimo campionato nazionale.
Va considerata per quello che è: una grande gara nazionale, con un'anima internazionale e un'identità profondamente siciliana.
E forse è proprio questa la sua forza più autentica. Perché alcune competizioni hanno bisogno di un campionato per essere grandi.