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venerdì 2 ottobre 2026

NON CERCARE COLPE, CERCARE SOLUZIONI — LA VOCE DI UN PILOTA

Dopo la pubblicazione dei miei due articoli sulla sicurezza nelle gare automobilistiche, ho avuto una lunga e interessante conversazione con Leo Isolani, pilota di grande esperienza e protagonista di numerose competizioni nazionali e internazionali.
È stato un confronto sul tema della sicurezza, partendo dalle criticità che avevo evidenziato nei miei articoli. Leo ha condiviso molte delle mie considerazioni, offrendo però anche il punto di vista di chi ha vissuto per anni le gare direttamente al volante.

Dal nostro confronto sono emerse le difficoltà concrete che possono rendere complesso raggiungere il massimo livello di sicurezza possibile nelle cronoscalate e nei rally, ma anche alcune possibili strade per affrontarle. 

È importante sottolineare che le diverse organizzazioni che si occupano di queste competizioni lavorano già con grande impegno per garantire il miglior livello di sicurezza possibile, mettendo in campo tutte le risorse e le competenze a loro disposizione. Proprio per questo, ogni ulteriore contributo proveniente da chi vive le competizioni direttamente potrebbe rappresentare un’opportunità per affiancare e supportare questo lavoro.

Tra queste, potrebbe essere utile riuscire a creare un’associazione di piloti con l’obiettivo di raccogliere e mettere a sistema l’esperienza di chi vive direttamente le cronoscalate e i rally. Un organismo che possa contribuire a individuare, proporre e divulgare possibili migliorie per la sicurezza, favorendone anche il confronto con gli organizzatori, gli enti preposti e tutti i soggetti coinvolti.

L’esperienza dei piloti, infatti, potrebbe rappresentare una risorsa importante non solo per evidenziare le criticità, ma anche per contribuire concretamente alla ricerca di soluzioni e alla loro verifica sul campo, mettendo a disposizione di organizzatori e addetti ai lavori una conoscenza maturata direttamente sulle strade di gara.

Ecco le considerazioni di Leo Isolani:

"LA SICUREZZA DEVE EVOLVERE"

"Ho letto con attenzione questa riflessione e mi ritrovo molto nel concetto di fondo: quando accade un incidente, soprattutto quando fortunatamente non ci sono vittime, abbiamo una grande responsabilità nei confronti del futuro.
Nei giorni scorsi, parlando della Coppa Nissena, ho cercato proprio di sottolineare questo aspetto: non cercare colpevoli, ma cercare di capire.
Da pilota, quando vedo un incidente a quelle velocità, la prima domanda che mi pongo non è chi abbia sbagliato, ma cosa possiamo imparare affinché, la prossima volta, le conseguenze possano essere minori.
Per questo condivido l'idea che anche un “forse” debba essere analizzato.
Forse una protezione diversa avrebbe modificato la dinamica. Forse una diversa posizione avrebbe ridotto le conseguenze. Forse una via di fuga più ampia avrebbe fatto la differenza.
Ma proprio perché parliamo di sicurezza, credo sia importante andare oltre il semplice concetto di “mettere più barriere”.
Ogni incidente ha una propria dinamica. 
Velocità, angolo d'impatto, traiettoria, conformazione del tracciato, vie di fuga, posizione degli addetti e degli spettatori, tipologia e collocazione delle protezioni: sono tutti elementi che devono essere analizzati insieme.
Una barriera non è semplicemente una barriera. Deve essere quella giusta, nel posto giusto e progettata per quella specifica situazione.
E questo, secondo me, è il vero passo avanti che il Motorsport deve continuare a fare.
Le nostre vetture sono diventate enormemente più performanti. Le velocità sono aumentate e la tecnologia ha fatto passi da gigante.
Anche la cultura della sicurezza deve continuare ad evolversi.
Non significa criminalizzare gli organizzatori, né pensare che esista una soluzione capace di eliminare completamente il rischio.
Il rischio fa parte del Motorsport. Le conseguenze evitabili, invece, devono essere continuamente messe in discussione.
E quando un incidente coinvolge, oltre al pilota, anche persone che stanno lavorando per permettere a noi di correre, la riflessione diventa ancora più importante.
Nel mio reel avevo detto una cosa molto semplice:
Il trofeo più importante non è quello sul podio. 
È tornare tutti a casa.
Piloti, commissari, organizzatori e spettatori.
Se un incidente può insegnarci qualcosa, facciamo in modo che quell'insegnamento non vada perso.
Non per avere ragione. Non per puntare il dito.
Ma per fare il nostro sport nel modo più bello possibile, continuando a cercare il limite della prestazione senza mai dimenticare dove deve fermarsi quello della sicurezza."
Parola di Leo. 🏁🇮🇹"

"ERICE CI IMPONE UNA RIFLESSIONE"

"Dopo una tragedia come quella di Erice, la prima cosa è il silenzio. Il rispetto per chi non c’è più e per le famiglie che stanno vivendo un dolore immenso.
Ma dopo il silenzio deve arrivare anche una riflessione.
Da pilota e da istruttore, penso che il motorsport debba avere il coraggio di guardare avanti anche sul tema della sicurezza.
Le vetture moderne hanno fatto passi enormi. Strutture di sicurezza, materiali, cinture, sedili, dispositivi di protezione: oggi una macchina da competizione è progettata per proteggere il pilota molto più di quanto avvenisse in passato.
Ma se la vettura è cambiata, anche il percorso di gara deve evolversi.
Dobbiamo iniziare a ragionare sempre di più su come ridurre le conseguenze di una vettura che esce dalla traiettoria.
In determinati punti, dove la conformazione della strada lo permette, si potrebbe valutare l’utilizzo di sistemi di protezione più strutturati: barriere tipo New Jersey, doppie protezioni, sistemi deformabili o altre soluzioni capaci di assorbire e dissipare parte dell’energia dell'impatto.
E soprattutto, dove esiste un rischio concreto di uscita di pista, il pubblico dovrebbe essere collocato in aree realmente protette, non semplicemente in una posizione che in passato è stata considerata sicura.
Non significa mettere in discussione il lavoro di chi organizza.
Significa adeguare la sicurezza all'evoluzione delle vetture e delle loro prestazioni.
Perché oggi non possiamo pensare soltanto a evitare l'incidente.
Dobbiamo progettare i percorsi pensando anche a cosa può succedere quando l'incidente avviene.
Non per cercare colpe, bensì per cercare soluzioni.
Erice lascia un dolore enorme.
Facciamo in modo che lasci anche una lezione.
Perché il motorsport deve continuare a correre.
Ma deve correre sempre più sicuro."
Parola di Leo.🏁🇮🇹"