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domenica 31 maggio 2026

FAGGIOLI FIRMA LA LEGGENDA DI FASANO: L'80° ANNIVERSARIO CELEBRA ANCORA IL RE DELLE SALITE

La 67ª Coppa Selva di Fasano regala spettacolo e sfide al millesimo nel secondo round del Campionato Italiano Super Salita. Fazzino e Di Fulvio completano un podio di altissimo livello davanti a migliaia di appassionati.












Ottant'anni di storia e non sentirli. 
La 67ª Coppa Selva di Fasano ha confermato ancora una volta perché la cronoscalata pugliese rappresenti uno degli appuntamenti più prestigiosi e attesi del panorama nazionale.

Nell'anno dell'80° anniversario dalla prima edizione del 1946, la gara organizzata da Egnathia Corse ha offerto uno spettacolo degno della propria tradizione, riaffermando il suo ruolo centrale nel Campionato Italiano Supersalita.

I 5,6 chilometri che uniscono Fasano alla frazione Selva si sono trasformati in un autentico teatro della velocità, dove i protagonisti della massima serie tricolore hanno combattuto una sfida giocata sul filo dei centesimi. Un confronto iniziato già nelle prove ufficiali, con Luigi Fazzino capace di lanciare il primo guanto di sfida a Simone Faggioli, e culminato nelle due intense manche di gara che hanno entusiasmato il pubblico assiepato lungo il percorso.

Alla fine, ancora una volta, è stato Simone Faggioli a fare la differenza. Il pluricampione toscano ha dimostrato perché il suo nome rappresenti ormai un punto di riferimento assoluto nelle cronoscalate italiane ed europee, e anche in quelle americane, se si considera la Pikes Peak, in programma questo mese, alla quale parteciperà insieme a Diego Degasperi e Franco Caruso. 

Con due salite di altissimo livello, concluse rispettivamente in 2'07"87 e 2'08"22, il pilota della Nova Proto NP01 ha costruito il secondo successo della stagione a Fasano (il tredicesimo in totale), imponendo un ritmo che nessuno è riuscito realmente a sostenere nell'arco delle due manche.

Ma la vittoria di Faggioli non deve oscurare la straordinaria prestazione di Luigi Fazzino. Il giovane talento siciliano ha confermato tutto il proprio valore, restando costantemente in scia al campione toscano e dimostrando una maturità agonistica sempre più evidente. La sua Osella PA30 è stata ancora una volta protagonista assoluta e il secondo posto finale assume il valore di una candidatura autorevole nella lotta al vertice del campionato.

Se Faggioli e Fazzino hanno rappresentato i due poli della sfida, Stefano Di Fulvio ha saputo ritagliarsi con pieno merito il ruolo di terzo incomodo. L'abruzzese è stato protagonista di una prestazione eccellente, capace di inserirsi stabilmente nelle posizioni di testa e di conquistare un meritato terzo gradino del podio assoluto. Un risultato che conferma la crescita del pilota e la competitività del progetto Nova Proto.

Alle loro spalle, la gara ha raccontato altre storie significative. Achille Lombardi ha dovuto fare i conti con una sbavatura nella prima salita che probabilmente gli è costata la possibilità di lottare per il podio, ma il quarto posto finale testimonia comunque una prestazione di alto livello. 
Mirko Torsellini ha saputo costruire una gara concreta e consistente, mentre Franco Caruso, nonostante una lieve toccata al guard-rail nell'ultima curva della seconda manche, ha portato a casa un prezioso sesto posto.

Merita una menzione particolare Andrea Di Caro. Il pilota siciliano continua il proprio percorso di crescita e, oltre al settimo posto assoluto, conquista il successo nel Gruppo Motori Moto, confermando un feeling sempre maggiore con la Nova Proto NP03. 
Segnali importanti per un pilota che sta costruendo con pazienza e determinazione il proprio spazio tra i protagonisti delle salite italiane del futuro.

La top ten assoluta, completata da Michele Puglisi, Francesco Leogrande e dal francese Sébastien Petit, fotografa perfettamente l'elevato livello tecnico espresso dall'edizione 2026 della Coppa Selva di Fasano.

Spettacolo anche fuori dalla lotta per il podio di gruppo E1. Il pubblico ha trattenuto il fiato per il rocambolesco episodio che ha visto protagonista Alessandro Tortora, con la Peugeot 106 turbo, autore di un testacoda all'ultima curva prima del traguardo. 
Un episodio fortunatamente senza conseguenze che ha regalato una delle immagini più curiose del weekend, con il pilota capace di tagliare il traguardo addirittura in retromarcia.

Nel Gruppo GT, invece, Lucio Peruggini ha imposto la legge del più forte. Il foggiano, al volante della Ferrari 296 Challenge, si è confermato il riferimento della categoria in entrambe le manche, respingendo gli attacchi di Giuseppe D'Angelo e consolidando una leadership costruita con velocità e precisione. 
Una sfida che continua ad arricchire il fascino di una categoria sempre più competitiva e spettacolare. 
Terzo il romano Marco Jacoangeli con la BMW Z4 GT3.

In TCR, Luca Tosini, su Audi RS3, vince la classifica aggregata davanti ad Arcangelo Crescenza, anch'egli su Audi, e a Francesco Urti su Hyundai i30 N.

Nel Gruppo CN, il campione italiano in carica della categoria, Alberto Scarafone, lascia il passo a Gianfranco Giorgio su Tatuus; terzo di gruppo Marco Capucci su Osella PA21 S.

La 67ª Coppa Selva di Fasano lascia così in eredità un messaggio chiaro al Campionato Italiano Supersalita: il livello tecnico è elevatissimo, i protagonisti sono numerosi e il campionato è più vivo che mai. Ma lascia anche qualcosa di più profondo: la conferma che esistono gare capaci di attraversare le generazioni senza perdere identità, eventi che riescono a coniugare tradizione, passione e modernità.

Fasano appartiene a questa categoria. Ottant'anni dopo la sua nascita, continua a essere una delle capitali italiane della velocità in salita. E, a giudicare da quanto visto quest'anno, il suo futuro appare luminoso quanto la sua gloriosa storia.