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domenica 14 giugno 2026

LA TRENTO BONDONE INCORONA TORSELLINI

Con Merli e Faggioli assenti, tutti aspettavano Fazzino. Invece è Mirko Torsellini a firmare il capolavoro della 75ª edizione, precedendo Di Fulvio di appena 20 centesimi.

Trento Bondone, il verdetto dell'Università delle Salite: Torsellini firma l'impresa.




La Trento Bondone non tradisce mai.
A 75 anni dalla sua nascita, la cronoscalata più iconica d'Europa ha regalato ancora una volta emozioni, colpi di scena e un verdetto che conferma quanto il livello delle salite moderne sia ormai straordinariamente elevato.

Sui 17,3 chilometri che separano Montevideo da Vason, davanti a migliaia di appassionati assiepati lungo il percorso, è stato Mirko Torsellini a scrivere la pagina più bella dell'edizione 2026. Il pilota senese, al volante della Norma M20 FC-Zytek, ha fermato il cronometro su uno straordinario 9'21"22, conquistando una vittoria di prestigio assoluto in quella che viene giustamente definita l'Università delle Salite.

Un successo costruito sul filo dei centesimi. Alle sue spalle Stefano Di Fulvio ha sfiorato il colpo grosso con la Nova Proto NP01, chiudendo in 9'21"42 e accusando appena 20 centesimi di ritardo. 
Una differenza infinitesimale dopo oltre nove minuti di gara, che testimonia il livello tecnico e agonistico raggiunto dai protagonisti del Campionato Italiano Supersalita.

Il grande sconfitto, almeno sulla carta, è Luigi fazzino.

Il giovane siciliano arrivava a Trento con i favori del pronostico dopo il trionfo del 2024 e in un contesto reso ancora più favorevole dalle assenze eccellenti di Christian Merli, impegnato in Germania nell'Europeo e di Simone Faggioli, volato negli Stati Uniti per preparare la Pikes Peak insieme a Diego Degasperi e Franco Caruso.

Eppure il motorsport non vive di pronostici. Fazzino, autore di una prova comunque solida sulla sua Osella PA30 Evo-Zytek, ha dovuto accontentarsi del terzo gradino del podio con il tempo di 9'24"56. Un risultato che conferma il valore del pilota siciliano ma che evidenzia anche quanto la concorrenza sia ormai diventata feroce.

La gara ha infatti mostrato una generazione di specialisti sempre più competitivi. Federico Liber, quarto su Nova Proto NP01 in 9'25"59, ha confermato di essere una presenza stabile ai vertici della disciplina, mentre Andrea Di Caro ha conquistato il quinto posto assoluto e il successo nella classe 1600 Gruppo Motori Moto con la Nova Proto NP03.

Da segnalare anche l'ottima prestazione di Francesco Leogrande, autore del nono tempo assoluto e vincitore del Gruppo E2SC-SS classe 2000 al volante dell'Osella PA21 4C Turbo. Il pilota ha fermato il cronometro a 9'57"98, entrando tra i migliori dieci della classifica generale in una delle edizioni più competitive degli ultimi anni.

Straordinario anche il risultato di Manuel Dondi, che con la sua Fiat X1/9 2000 ha conquistato un brillante tredicesimo posto assoluto grazie al tempo di 10'15"92, confermando ancora una volta il proprio valore lungo i tornanti della salita trentina.

Conferma la propria leadership Alberto Scarafone che, con l'Osella PA21 3000, si impone nel gruppo CN consolidando il ruolo di riferimento della categoria.

Nel Gruppo GT è invece il foggiano Lucio Peruggini a risultare il più veloce al volante della Ferrari 296 Challenge, precedendo Michele Fattorni su Ferrari 488 Challenge Evo.

Fra le TCR a spuntarla è Luca Tosini che percorre i 17,3 chilometri della gara in 11'04"30 con la sua Audi RS3, centrando un successo costruito su ritmo e costanza lungo tutto il tracciato.

La Trento Bondone 2026 lascia in eredità un messaggio chiaro. L'assenza dei grandi nomi non ha impoverito lo spettacolo, anzi. Ha permesso a nuovi protagonisti di emergere e ha confermato la profondità di un movimento che continua a crescere. Torsellini ha saputo cogliere l'occasione più importante della sua carriera recente, Di Fulvio ha dimostrato di poter vincere contro chiunque e Fazzino, pur battuto, resta uno dei riferimenti assoluti della specialità.

In fondo è proprio questa la magia della Trento Bondone. Una salita che non guarda ai curriculum, ai titoli o alle gerarchie. Qui contano soltanto il coraggio, la precisione e la capacità di interpretare ogni metro di asfalto. E quest'anno, più di tutti, lo ha fatto Mirko Torsellini.
Il re della 75ª Trento Bondone porta il nome del pilota senese. E il suo trionfo entra di diritto nella storia di una gara che continua a rappresentare l'essenza più pura delle cronoscalate.